The first ITU Triathlon World Championships in Avignon, France

gamechange_malibutri_start_sm (1)Alla fine degli anni 80’ in America il triathlon era uno sport abbastanza conosciuto e già c’erano atleti che vivevano con il triathlon quindi professionisti, e le aziende erano impegnate a creare prodotti per sviluppare il settore. Addirittura Allen racconta che: “se ti capitava di sederti su un aereo ed iniziare una conversazione con uno sconosciuto e ti chiedeva cosa facevi e gli dicevi triathlon e non eri costretto a spiegargli che cosa fosse”. Purtroppo in Italia non era così e, non lo è stato per molto tempo. Se pensate che ancora negli anni 90’ pochi si potevano permettere di sopravvivere con il triathlon. Oggi sicuramente i ragazzi sono più fortunati, infatti con l’apertura delle squadre sportive militari, qualcuno di loro riesce ad allenarsi e a vivere con il triathlon. Ora fare triathlon ti rende una persona speciale, mentre noi eravamo considerati completamente pazzi.

Nella sua storia Mark Allen continua dicendo: “comunque ci mancava qualcosa. Le tre discipline separate erano già inserite nel programma olimpico. Ma noi non eravamo degli eroi olimpici. Si, eravamo dei campioni, ma non avevamo una medaglia olimpica che ci avrebbe portato nella leggenda sportiva per sempre. Così perseguendo questo ideale nell’aprile del 1989 venne organizzato il primo congresso dell’ITU in Francia per cercare di creare i presupposti per rientrare nei canoni olimpici. In quella occasione venne deciso di effettuare il primo campionato del mondo su distanza olimpica ad agosto. Negli Stati Uniti ci sarebbero state alcune gare che dovevano essere fatte per potersi qualificare per i mondiali. La prima gara era organizzata a Dallas e fortunatamente per me sono riuscito a vincerla, consolidando il mio posto in squadra per i mondiali. Si percepiva l’importanza dell’evento che era in procinto di essere disputato, vi era la sensazione di qualcosa che stava nascendo di nuovo, un qualcosa che sarebbe entrato nella storia. Dato che si nuotava sul Reno bisognava compensare la distanza del nuoto per le correnti, ma il risultato finale fu un nuoto terribilmente lungo. Uscii dall’acqua in 28 minuti ed ero a più di due minuti dietro al forte neozelandese Rick Wells ed al britannico Glenn Cook, ed a quasi un minuto da un altro grande gruppo di potenziali campioni che avevano preso del vantaggio utile dal lungo nuoto che era stato almeno 10 minuti più lungo. Nella prima parte della bici, nulla era cambiato per me. C’era un ancora un grande gruppo davanti a me nel quale si trovava Rob Barel, Miles Stewart e Brooks Clark (uno degli altri due uomini americani che facevano parte del team). Ero molto vicino a lasciarmi andare ed avevo deciso quasi di non finire la gara quando, fortunatamente, un altro atleta era uscito pochi secondi dietro a me ed aveva cominciato a spingere forte sul percorso in bici. Lui era Mike Pigg, l’altro ragazzo del nostro team. Lui mi ha dato la forza di reagire. Pigg spingeva veramente forte in bici ed era imbattibile nella distanza olimpica. Non mi ricordo una gara nella quale sono riuscito a staccarlo, anzi spesso succedeva proprio il contrario. Lui sapeva bene come richiudere il gap che si creava dopo la frazione di nuoto. E sicuramente avrebbe fatto la stessa cosa anche in questa gara. Durante la frazione di corsa non ci venivano fornite molte informazioni ed io non avevo idea di quanti atleti avevo davanti. Mi dissero che forse ce ne erano forse ancora due o tre davanti a me, cosa che mi sembrava quasi impossibile. Io ero uscito così male dall’acqua e veramente ero riuscito ad avvicinarmi così tanto al podio! La corsa poi non era un rettilineo, ma girava nei vicoli di Avignon in continuazione e quindi non avevo la possibilità di capire dove si trovassero i miei avversari. Ma io stavo superando piano piano le persone quando ad un certo punto ho visto il veicolo che precedeva gli atleti. Solo un ultimo sorpasso ed avrei raggiunto il traguardo senza nessuno davanti. L’ultimo atleta fu proprio Rick Wells e poi mi sono trovato solo io davanti al traguardo. Ma nelle distanze olimpiche non ci si può rilassare neanche un secondo, e l’unica cosa che puoi fare è quella di spingere tutto a manetta fino alla fine. Io sono stato veramente fortunato in Francia. Avevo vinto il triathlon di Nizza per sei volte, ma questa era tutta un’altra storia. Ci sarebbe stato un unico Campione Mondiale di Triathlon per sempre. Erin Baker vinse il Campionato del Mondo delle donne ed io fui incoronato per quello degli uomini. La cerimonia di premiazioni fu effettuata nel Palazzo dei Papi, dove vennero effettuati nel 1300 sei conclavi e fu anche quindi il luogo dove vennero incoronati per la prima volta nel 1989 due campioni del Mondo. Il neozelandese Rick Wells arrivò terzo ed il britannico Glenn Cook secondo. Poi venni chiamato io, e tutti in silenzio ascoltammo l’inno degli Stati Uniti. Per me fu un onore fare parte di un evento che non solo rappresentava una mia vittoria, ma anche la possibilità di dare un futuro a questo sport. Avignon fu il primo Campionato del Mondo di Triathlon organizzato dall’ITU 27 anni fa.”

Io vorrei aggiungere solo una cosa, sono stati dei momenti incredibili realizzati da persone speciali, che hanno fatto in modo che il nostro sogno diventasse realtà: il triathon è divenuto disciplina olimpica a Sydney 2000. Grazie a tutti voi per tutto quello che avete fatto!

Da una storia di Mark Allen

 

By the end of the 1980’s, triathlon had established itself as a full-fledged sport.There were athletes making a living from it, companies were developing products to support it, and best of all if you happened to be sitting next to a stranger on an airplane and you started up a conversation with them you didn’t have to explain what an Ironman was anymore. However in Italy everything was completely different. During the 1990’s just a few Italian triathletes could live with triathlon. Nowadays the Italian triathletes are definitely more lucky. There are also the military teams that let you train and live with your favourite sport. Today being a triathlete means being a special person, while we were only considered a bunch of crazy people!

But there was one thing missing. Unlike all three of the individual sports that make up a triathlon, the sport itself did not have Olympic heroes. There were champions, but no gold medalists, in our halls of fame. We lacked that last bit of credibility that would round out the triathlon calling card

 In that pursuit, on April 1st of 1989 the first ITU Congress was convened in Avignon, France to satisfy the first significant requirement to get into the Olympics

In the USA, there were going to be several early summer races that would serve as qualifying events where you could be selected to the US team that would compete in the inaugural World Championships in August in Avignon, France. The first race was in Dallas. I was there. Everyone was there!

Just seeing the reverence being given to the upcoming event with the end goal already in place gave it an air of something outstanding about to take place, something that was going to be a first, something that would be historic.

The actual swim length was to be extended to compensate for the speed of the water of the Rhone, but the end result was an abysmally long swim. It took me over 28-minutes to go from the historic swim start to the less than epic swim exit. I was almost 2-minutes off the lead of Rick Wells and Glenn Cook, and close to a minute behind a huge pack of potential champions who took great advantage of a swim that was at least 10-minutes long. The first part of the bike wasn’t going any better for me. There was a large group ahead and around me including Rob Barel, Miles Stewart and Brooks Clark (one of the two men joining me from the US in the race). Some easily pulled away from me, none lost time to me in the opening miles. I was very, very close to giving up on the day.

Fortunately, one athlete who had come out of the water seconds behind me found his rhythm on the bike and started to slide past me. It was Mike Pigg, the other American man on the team. It gave me hope. Pigg was dynamite on the bike in the Olympic distance. I can’t remember any race where I pulled away from him. It was usually the other way around. He knew how to use the bike to close gaps opened during the swim. It was a sure bet he would do that on this day as well.

Information was sparse on the run course. I had no real idea how many guys were ahead. I was being told there were only about two or three in front of me, which seemed impossible. I was in the middle of the field coming out of the water. What happened to those numbers? Could I really be that close to making the podium! The run was circuitous with no long stretches to see those ahead. But I was passing people, one then another. Then the site of the lead vehicle appeared ahead. One more pass and no one would stand between me and the finish line I had seen a few days earlier.

I made the pass on Rick Wells and then the only thing left was the distance. There’s no room to relax in an Olympic distance race, though. You only have one option, and that’s to push to the limit every step until the bleachers are in sight packed with those cheering you in. I’d had immensely good luck racing in France. By 1989 I had won the Nice International Triathlon six times. But this one would stand in a category all its own. There would be only one first-ever ITU Olympic Distance World Champion. Erin Baker would receive that crown for the women. I’d wear that honor for the men. The awards ceremony was held at the Palais des Papes, the place where six papal conclaves were held in the 1300’s. It was also the place where the first Olympic World Champions were to be crowned in 1989. Rick Wells of New Zealand, who finished third, was brought up first. Glenn Cook second overall from Great Britain was announced next. Then my name was called. We all stood silent as the American national anthem was played. It was a first for me to be a part of an event that represented not only me but also the possibility for the future of the sport. Avignon and the first ever ITU World Championships that took place 25 years ago was one of those significant focused moments.”

Let me say, incredible moments from amazing people that made our dream come true, that is the Olympics in Sydney 2000. Thank you for all of you for what you have done!

From a story of Mark Allen

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3lifeblog

Former National Triathlon athlete, now ancient and forgotten sites hunter, mountain biker and open waters swimmer. Love ancient Romans and Etruscan civilizations. Follow my discoveries!

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