Massa grassa e Massa magra. Ma sappiamo cosa significa e come ottenere i risultati giusti?

Su questo argomento si tende molto a generalizzare. Il grasso corporeo non è solo quello adiposo, i muscoli non sono gli unici elementi “magri”. Il nostro sistema nervoso, ad esempio, è molto ricco di “grassi”, indispensabili al suo funzionamento, mentre il tessuto connettivo, le ossa ecc…, sono assimilabili al tessuto “magro”. Rispetto al peso corporeo la percentuale di “grasso” nell’uomo dovrebbe essere intorno al 10/20%, mentre nella donna al 20/30%. Per stabilire queste percentuali si può usare l’impedenziometria, che con uno specifico apparecchio ci consente di stabilire la quantità di liquidi, grassi e massa magra.

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Ai fini del dimagrimento, sino a qualche tempo fa, l’esercizio fisico aerobico era considerato il migliore, visto che il metabolismo dei grassi è intenso quando, mai oltre il 70% della massima frequenza cardiaca, si ha una buona scorta di ossigeno assunto con la respirazione rispetto a quello consumato con l’esercizio fisico. Attualmente le cose non sono cambiate: la fisiologia metabolica è sempre la stessa, ma sono cambiate le metodologie di allenamento, che prevedono la pratica di esercizi “funzionali”, i quali consentono anche di esercitare tutti i tipi di forza (resistente, massimale ecc…) con carichi, ritmi d’esercizio e recuperi adeguatamente programmati. Per raggiungere la miglior condizione fisica nelle notevoli variabili individuali, è bene associare ad una dieta adeguata l’esercizio fisico.

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La sporadicità della pratica, che contraddistingue gli sportivi della domenica, non produce benefici, ma è addirittura controindicata. Quindi la continuità è il primo step molto importante da raggiungere, associata ad una quantità temporale d’esercizio che si aggiri intorno ai 60 minuti. L’ora migliore per praticare sport è quella del mattino prima della colazione, dove le condizioni metaboliche sono al top qualitativo per perdere perso. Quale sport praticare per realizzare i nostri obiettivi? Indovinate un po’: il Triathlon è praticamente perfetto, principalmente perché è adattabile sul piano qualitativo e quantitativo a qualsiasi condizione fisica iniziale, che, nell’indispensabile Check-up medico preliminare, non abbia fatto emergere patologie e quindi controindicazioni, che il medico saprà evidenziare e selezionare per non nuocere.

Carlo Bellucci Laureato in Scienze motorie presso lo IUSM di Roma, Laurea in Scienze e Tecniche dell’Attività Fisiche e Sportive presso l’Università Statale di Nizza, massofisioterapista diplomato presso l’Istituto Fermi di Perugia. Per ulteriori informazioni in merito: carlobellucci5@gmail.com