Il mistero della scomparsa della IX Legio romana…

The Mistery of the vanished IX Roman Legio…

 

Nel 89 a.C. durante le guerre romane di conquista del territorio italiano una armata di uomini particolarmente arditi, si fece onore in battaglia, conquistando Asculum, un caposaldo importante del sud d’Italia. La battaglia per il territorio fu lunga, dura ed i combattimenti feroci, come gli archeologi hanno potuto stabilire nei ritrovamenti effettuati in questa zona. Alcuni scritti nominano una IX Legio, una nona legione, che ci fa capire l’esistenza di questa armata.

In 89 B.C. during a war between the Romans and other Italian states, a Roman army besieged the Italian stronghold of Asculum in Southern Italy. According to the sources, the siege was long and the fighting fierce. And archaeological surveys have made fascinating discoveries. Others depict Roman numerals, believed to represent legions in the Roman besieging force. Among those discovered are some mentioning a Legio IX, a ninth legion. This is the first attested evidence for the existence of a ninth legion in the Roman army.

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I Compagni di Cesare

Da quel momento in poi la nona legione avrà un ruolo importante in alcune delle grandi battaglie del passato. Nel 59 a.C. fu una delle quattro legioni originarie che gli venne data direttamente dal Senato ed era la quantità di uomini necessaria per poter iniziare la sua conquista della Gallia. Dalla prima guerra con gli Elvezi a Bibracta fino alla epica conquista dell’Alesia, la nona legione ha giocato un ruolo critico e molto decisivo nel successo dell’impresa di Giulio Cesare e nella sua ascesa di potere dopo questa incredibile dimostrazione di elevatissime capacità sia come condottiero (grazie ai suoi soldati) che come politico.

Caesar’s companions

From then on the Ninth Legion would play a leading role in some of the great wars of antiquity. In 59 BC it was one of the four original legions that Julius Caesar was granted from the senate – the manpower he needed to begin his famous Gallic conquest (De Bellum Gallium). From his early battle with the Helvetii at Bibracte to the epic siege of Alesia, the Ninth played a critical role in the success of Caesar’s Gallic campaign and his rise to prominence.

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A seguito della fine delle guerre galliche durate la bellezza di nove lunghi anni, la nona Legione raggiunse una fama incredibile, data la loro grande capacità in battaglia e la grande lealtà dimostrata nei confronti del suo comandante. Cesare lo sapeva bene e per questo non mancò mai di premiare i suoi fedeli soldati.

Durante le guerre civili tra Cesare e Pompeo il grande, la nona continuò a servire Cesare distinguendosi sempre in battaglia, nonostante durante lo scontro a Durracchio venne decisamente decimata ma, riuscì a giocare sempre un ruolo importante come legione di rilievo e raggiunse vittorie decisive a Farsalo e Tapso.

Solamente tra il 46 ed il 45 a.C. dopo la vittoria di Tapso, Cesare mandò in pensione i veterani della sua legione, molti dei quali si stabilirono nel Piceno. Ma la sua leale legione si riformò nuovamente pronta per nuove battaglie.

Following the end of Caesar’s Gallic Wars and 9 years of fighting, the Ninth Legion was formidable: its soldiers battle-hardened, its loyalty to Caesar paramount. Caesar knew this full well and would often rely upon it. And always rewarded his loyal soldiers with prices and glory.

During the ensuing civil war between Caesar and Pompey the Great, the Ninth continued to serve Caesar with distinction. Although it was severely mauled by Pompey’s forces at the Battle of Dyrrachium it remained an integral part of Caesar’s army, going on to partake in his remarkable victories, first at Pharsalus and then at Thapsus.

Only in 46-45 BC, following his victory at Thapsus, did Caesar finally disband his veterans of the Ninth, many of whom he settled in Picenum. Yet the Legion would soon rise again and was again ready to serve his beloved commander.

La rinascita della nona

In dieci anni circa la nona Legione venne ricreata e cominciò a servire Ottaviano ed ebbe una vittoria decisiva nella battaglia di Attio nel 31 a.C. che sancì la definitiva sconfitta di Marco Antonio e della Regina Cleopatra. In questo momento Ottaviano era riuscito a governare l’intero Impero Romano. E questo non segnò la fine della nona Legione, ma solo il suo inizio…

Nel 29 a.C. Ottaviano porta la nona, assieme ad altre 6 legioni al nord della Spagna per la conquista dei suoi territori e delle popolazioni che ancora non si erano sottomesse ai romani. La guerra contro gli ispanici durò dieci anni e la nona legione si fece onore in tale maniera che da quel momento venne chiamata la IX Legio Spagnola. Da quel momento si sa che venne mandata alla frontiera in Pannonia dove rimase fino alla prima metà del I secolo d.C.

L’imperatore Tiberio nel 21 d.C. spostò la legione in nord Africa per sedare la rivolta dei berberi chiamati Tactafarini. Questa popolazione per quattro anni avevano messo sotto scacco le armate romane e si erano allargati nei territori adiacenti e così Tiberio chiamo la nona, essendo la migliore, per ristabilire l’ordine. Grazie alla nona legione i romani ebbero la meglio sui Berberi, Publio Scipione venne osannato per la sua vittoria a Leptis Magna e la nona Legio venne rimandata in Pannonia.

The Ninth rises

Within ten years, the Ninth Legion was re-established and went on to serve with Octavian down to his final victory against Marc Antony and Cleopatra at the Battle of Actium in 31 BC. With this success, Octavian now ruled the whole of the Roman Empire. Yet this did not signal the end for the Ninth. In fact, it was only the beginning…

In 29 BC, Octavian led the Ninth and up to six other legions into northern Spain to campaign against the last non-subjugated tribes in the region. For ten years the war waged, during which it appears the Ninth Legion performed exceptionally. It was for the role they played during these campaigns that the Ninth acquired its permanent title, Legio IX Hispania.

From then on, it appears the Ninth Legion was sent to the Roman frontier in Pannonia, where it remained for much of the primary half of the first century AD. Yet there was one time when the Legion was sent far away from Pannonia.

In 21 AD, the emperor Tiberius relocated the legion to North Africa to crush the revolt led by a Berber called Tacfarinas. For the past four years Tacfarinas had charismatically led a vicious guerrilla war against the encroaching Romans in North Africa and had already stretched the local legion to its limit. So Tiberius called in the Ninth Legion to finally end this uprising.

Aided by the Ninth, a victory soon followed for the Romans. Tiberius believed the war was over, the commander of the Ninth Legion, Publius Scipio, was honoured in Lepcis Magna, and the Legion was recalled to Pannonia.

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Verso la Britannia

La legione rimase in Pannonia sino al 43 d.C. fino a quando non arrivò un nuovo importante compito. In quello stesso anno venne trasferita in Britannia come parte delle forze di attacco dell’imperatore Claudio. Rimase ad occupare il territorio britannico per circa 15 anni e prese parte a numerose battaglie contro le ostili popolazioni Celtiche. La Britannia fu la nuova dimora della legione la quale ebbe come principale base la moderna Day Lincoln, Ma ben presto successe qualcosa che fece precipitare la tanto famosa legione.

Bound for Britannia

Upon returning to Pannonia, the Legion remained stationed there until 43 AD, when it once again found itself posted overseas. That year, the Ninth set sail for Britain as part of the Emperor Claudius’ invasion force. It partook in the ensuing Roman occupation and for the next 15 or so years, fought numerous battles against various hostile Celtic tribes.

Britannia duly became the Legion’s new home and in c.55 AD, it established its base at the legionary fort of Lindum Colonia, modern day Lincoln. Yet disaster soon followed for the Ninth.

La Regina Guerriera Boudicca

Nel 61 d.C. una grande rivolta dei popoli britannici coinvolse i territori inglesi dell’impero romano nella quale un ruolo fondamentale fu giocato dalla regina degli Iceni Boudicca che vendicava l’umiliazione della sua famiglia e del suo popolo di aver perso la dignità e di essere sottomessi ai romani, e per lei era ragione di vita quella di cacciare dall’isola i conquistatori. Riuscì subito a decimare la colonia romana di Camulodonum. Ma, appena saputo dell’attacco la nona si recò sul posto in aiuto dei coloni. Purtroppo la regina attaccò la legione e riuscì quasi a distruggerla nella sua totalità. Secondo Tacito si salvarono solamente il comandante e la sua cavalleria.

Nonostante la prima sconfitta i romani riuscirono a domare la rivolta e la nona legione venne rinforzata nuovamente con nuove leve che arrivarono dal continente e venne spostata da Lindum a Eboracum, la moderna York per difendere la Britannia dalle terribili popolazioni del nord.

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The warrior Queen Boudicca

In 61 AD, a bloody revolt engulfed Roman Britain. Boudicca, Queen of the Iceni and a woman hell-bent on revenge for Roman brutality and humiliation of her family and her people, amassed a huge British force to drive out the Romans from the island. Success soon followed for Boudicca as she and her huge warband decimated the Roman colony at Camulodonum.

Upon hearing of the attack, the Ninth marched south to come to the aid. It was not to be. As the Ninth was en-route, Boudicca and her large army overwhelmed and destroyed much of the Legion. According to Tacitus every single infantryman was killed, with only the Roman commander and his cavalry managing to escape.

Despite being devastated at the hands of Boudicca, the Romans subsequently quashed the revolt and brought the Ninth Legion back up to strength with reinforcements from the continent. The Legion was also then moved from Lindum to Eboracum, modern day York, to check the powerful Brigantes tribe and defend Roman Britain from the unconquered north.

Giocando con la morte di nuovo…

Dopo non molto che la legione si stabilì ad Eboracum dovette marciare in Scozia sotto il comando di Gneo Giulio Agricola per consolidare il territorio sino al fiume Firth e nonostante la campagna fu un successo, la legione non ebbe una bella esperienza. Nell’82 d.C. Agricola, per difendere il territorio dai Caledoniani e difendere la frontiera, divise le sue forze in tre divisioni separate. I suoi avversari per mezzo di una spia vennero a sapere di questa mossa strategica ed attaccarono una delle tre divisioni, quella più esile che in questo caso era proprio la nona Legione. La legione stazionata in un piccolo forte venne presa di sorpresa di notte dai Caledoniani, e all’inizio il piano era perfetto. All’inizio presa di sorpresa subì delle perdite iniziali. Ma la disperazione e la grande capacità tecnica dei suoi soldati, i quali si difesero con qualsiasi arma a disposizione al momento e proprio quando la sconfitta sembrava inevitabile, Agricola ricevette notizia di quello che stava succedendo, marciò rapidamente ed arrivò sulla scena in tempo per salvare i suoi soldati e massacrare i Caledoniani. La nona legione riuscì a difendersi tanto da riuscirsi a salvare, grazie al Sol Invictus e Mitra!

Questa è l’ultima notizia che abbiamo della nona Legio che è sparita per sempre, dopo aver servito per Agricola si è completamente volatilizzata senza lasciare traccia. Ci sono tante teorie ma nessun documento. Sicuramente una bella storia per un romanzo misterioso!

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Dicing with death again…

Not long after its establishment at Eboracum, the Ninth once again saw action. Under the command of Gnaeus Julius Agricola, the Ninth marched into modern-day Scotland and helped consolidate Roman rule as far as the river Firth.

Although Agricola’s campaign in Scotland achieved success, the Ninth Legion’s experience was far from pleasant. In 82 AD, as part of Agricola’s plan to defeat the Caledonians and secure the Forth-Clyde frontier, Agricola divided his force into three separate divisions. The Caledonians got word using a spy that Agricola had divided his army into weaker units however and they seized the opportunity, targeting one of these smaller forces: the XI Legion.

Stationed in a turf and timber fort, the Ninth Legion were surprised by the Caledonians in a night assault. Initially the Caledonian plan was perfectly executed; caught completely off-guard, the Legion suffered severely. Desperately with whatever arms and armour they could get their hands on, the Ninth finally managed to form some sort of effective defence. Still it could not withhold forever. Defeat looked inevitable.

Yet just as the Ninth looked doomed to fall, Agricola received word and marched with all haste to relieve the camp. Just in time Agricola and his army arrived at the scene, trapping the Caledonians and slaughtering them. The Ninth Legion had diced with death again but had held on for just long enough to survive, Mithra and the Sol Invictus had saved them!

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This is our last literary mention of Legio IX Hispania. Following its serving with Agricola, all mention of it in our literary sources vanishes without a trace. Theories as to what may have happened to the Legion are plenty. Yet one thing is for sure, its history would make for a fascinating novel in itself.

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Former National Triathlon athlete, now ancient and forgotten sites hunter, mountain biker and open waters swimmer. Love ancient Romans and Etruscan civilizations. Follow my discoveries!

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