La chiesa rupestre di Santa Fortunata i Templari e la fonte miracolosa

Situata proprio in un tratto di campagna di fronte alla Via Francigena nel percorso da Sutri verso Campagnano di Roma di circa 23,8 Km, che tra l’altro sarà da me descritto in uno dei prossimi articoli di questo blog, la chiesa rupestre di Santa Fortunata ha una storia millenaria ed è parte di un altro mistero che avvolge la sua storia. Siamo all’incirca verso l’anno mille, in un momento storico di grande problematiche spirituali, essendo stata predetta la fine catastrofica del mondo al passare del secolo, cosa che fortunatamente come nel 2000 non è avvenuta ma, di sicuro era un momento di grandi cambiamenti e di forti instabilità.

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In un atto del 1023 si scopre l’esistenza di una Sancta Fortunata de Sutrio la cui chiesa aveva anche annesso un monastero benedettino, anche questo completamente dimenticato che era sorto su precedenti sepolture etrusche e, probabilmente, su un preesistente culto arcaico. Il culto arcaico che è uno dei misteri della nostra storia. Trovare la chiesa di Santa Fortunata a Sutri è abbastanza semplice, abbiamo praticamente l’indirizzo e ci si può arrivare perfino comodamente in macchina. E’ in località Pian Porciano, appena fuori porta Romana, poco distante dalla Cassia, ed è all’inizio della Strada dei Creti.

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Bisogna valicare quello che oggi è un torrentello che nel catasto pontifico veniva denominato come Fosso di Monte la Guardia. Una denominazione che ci conferma la sua funzione di controllo. Il corso d’acqua  scorre ancora oggi sebbene in proporzioni più modeste a sud del complesso. Un tempo, avreste dovuto sicuramente pagare un pedaggio per attraversarlo.

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Fonti medioevali attestano che su questo corso d’acqua vi era un mulino, utilizzato dal convento annesso alla chiesa oggetto del nostro viaggio nel tempo. Le stesse fonti parlano di “canapine” installate nei terreni adiacenti alla chiesa, dal che se ne deduce che i monaci coltivavano la canapa per tessere i manufatti di tela ed quant’altro veniva creato con la stessa.

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Si trattava comunque di uno dei guadi protetti dai Cavalieri Templari. La “mansione” sutrina, insieme a quella di Viterbo di Santa Maria in Carbonara era tra le più importanti della zona. Sutri era sosta obbligatoria per i pellegrini o Romei che si recavano a San Pietro e cercavano di girare al largo dalla Selva Cimina, l’orrido bosco che, fin dai tempi degli antichi romani incuteva una misteriosa e atavica paura essendo considerata un bosco impenetrabile.

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Dopo Sutri si raggiungeva come ho detto sopra la valle del Baccano, quindi Campagnano e poi si entrava a Roma.Il toponimo di Monte la Guardia però viene a sostituire uno precedente e molto più antico, quello di Mons Sanctae Fortunatae, il che porterebbe ancora più indietro nel tempo la chiesa di santa Fortunata e il suo monastero. Della chiesa completamente in abbandono come si vede dalla foto resta ben poco così come del resto del monastero e della famosa sorgente miracolosa. Era questa una fonte dove le partorienti si recavano per berne l’acqua,  tradizione che stranamente, è documentata proprio a partire dal periodo intorno della costruzione di questa chiesa e durata fino agli anni ’60.

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La cosa strana è che nessuna fonte ne parla in tutto il periodo precedente come non fosse esistita. Al lato della chiesa diroccata ecco che si apre di fronte a noi, la vera chiesa rupestre di Santa Fortunata, quella che spesso è stata confusa con delle tombe etrusche, e quando si entra  l’oscurità che ci circonda, ci porta indietro nel tempo quando antichi monaci benedettini si aggiravano per questi luoghi con le loro tuniche e i cappucci e, ancor prima, solitari anacoreti raccolti in silenziose preghiere con se stessi. Questo è un luogo arcaico e pieno di energia. Ancora una volta siamo nel grembo delle rocce, fasciati dal buio, ma anche le cose oscure tendono a schiarirsi, è solo questione di tempo, quel tempo che, in definitiva, è lo scopo dei nostri viaggi, quel tempo che anche qui scorre in una dimensione diversa sospesa tra mistica favola e realtà.

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Le analogie con il Mitreo poco distante diventato in seguito la chiesa di Santa Maria del Parto, sono immediatamente evidenti. Ambedue i luoghi di culto sono rupestri, ambedue sono sorti su tombe etrusche scavate nel tufo e molto probabilmente anche Santa Fortunata si innesta su un culto precedente non cristiano. L’oscurità di questo luogo è la caratteristica predominante di questo ambiente, anche a causa della parete ovest, della chiesa rinascimentale che non permette più alla luce di filtrare come un tempo doveva essere. E’ del tutto evidente che dopo la costruzione della chiesa del XV secolo, i locali dove siamo rimasero completamente al buio e di difficile utilizzo a meno di illuminarli con torce e fiaccole.

 

Quando si arriva nell’abside un muro ne sbarra l’entrata ed in altro a destra ancora si percepiscono degli affreschi e si vede il canale di tufo dalla quale sgorgava la fonte utilizzata fino agli anni ’60. Sulla volta si vede la Croce delle Beatitudini, un segno mariano legato al culto di Maria. Questa chiesa è tutta al femminile e ci deve essere un motivo preciso, perché santa Fortunata non ha nulla a che vedere ne con il parto, ne tanto meno con le nascite, e qui in questo luogo, è invece presente una fonte miracolosa legata alla maternità.

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Mentre di fronte sulla Cassia vi è Santa Maria del Parto ma anche mitreo legato al culto del Dio Mitra e del Sol Invictus. Come il nodo di Salomone anche la Croce delle Beatitudini è un simbolo antico e precedente al cristianesimo, ed ambedue questi simboli sono nel bagaglio ideologico, culturale e religioso dei Cavalieri Templari che erano di stanza proprio a Sutri.

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Sicuramente la storia del monastero e di questa chiesa hanno radici molto più antiche e risalgono a culti pagani romani che con la caduta dell’impero sono stati sostituiti e riadattati ai nuovi tempi cristiani. Vi consiglio comunque di passare per questo luogo di grande energia che purtroppo oggi è stato completamente dimenticato!

 

 

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3lifeblog

Former National Triathlon athlete, now ancient and forgotten sites hunter, mountain biker and open waters swimmer. Love ancient Romans and Etruscan civilizations. Follow my discoveries!

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