Chi è il Finisher moderno?

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Sono sempre stata incuriosita dal fatto di poter analizzare le caratteristiche fisiche e mentali di colui o colei che decidono di affrontare un evento di lunga distanza di triathlon. Inoltre, la grande quantità di persone sono principalmente degli amatori e quindi in questo caso potrebbero benissimo per divertirsi gareggiare su una distanza semplice come uno sprint oppure un olimpico, ma al contrario si lanciano a capofitto in una complicata e difficile avventura come quella di completare una gara di lunga distanza di triathlon. Osservo sempre stupita i video degli arrivi dei grandi circuiti internazionali come quelli Ironman o Challenge nei quali si vedono persone di tutte le età che passano l’ambito traguardo.

Può forse essere parte di una moderna moda del nostro tribe del triathlon? Oppure le insoddisfazioni personali sul lavoro e negli affetti conducono una persona a sfidarsi quasi oltre il proprio limite fisico e mentale? Mi pongo queste semplici domande sapendo bene che non è facile chiarire il percorso che ognuno di noi effettua nel lanciarsi in questa grande sfida. In fondo per una persona adulta il fatto di affrontare per un lungo periodo un grande carico di lavoro significa praticamente rinunciare a quasi tutto al di fuori dell’allenamento. Ma, allora forse la ragione principale si trova proprio nella rinuncia personale di tutto e nel cercare in questo modo un proprio isolamento personale voluto. Per capirci, è un pò come facevano gli eremiti nel Medioevo che vivevano la loro scelta personale di isolamento, che in quello specifico caso era una scelta spirituale, mentre in questo è una scelta sportiva. Lo sport vissuto come esperienza in solitaria come un confronto  chiarificatore con se stessi. Il controllo del dolore provocato dalla fatica che diviene una ispirazione e fortificazione della persona stessa.

Alla domanda perchè ti svegli alle 4 di mattina per allenarti, un triathleta di Dallas, padre di due figli, ha risposto che il tempo che lui dedica dalle 4 alle 6,30 è tutto per lui e quando arriva in ufficio sente di aver fatto quello che la maggior parte delle persone ritiene una pura follia e invece per lui è una sfida che lo fa sentire vivo ed un vincente. Scrivo qualcosa di molto banale, ma credo proprio che la passione è quella scintilla che ci fa sentire vivi e ci permette di superare qualsiasi negatività che ci circonda. Triathlon grazie di esistere!

Pubblicato da

3lifeblog

Former National Triathlon athlete, now ancient and forgotten sites hunter, mountain biker and open waters swimmer. Love ancient Romans and Etruscan civilizations. Follow my discoveries!

2 pensieri su “Chi è il Finisher moderno?”

  1. Credo che hai centrato in pieno la risposta che la gran parte di persone darebbero!!! La sensazione che si ha dopo un allenamento quotidiano e dopo una doccia rigenerante, è indescrivibile!!! È come se ti senti in ordine con te stesso. Stanco ma felice di esserlo. Una stanchezza che si trasforma in energia vitale. Parli del triathlon che impersonifica lo sport endurance per eccellenza. Credo che molte persone amatori si cimentino in queste prove per capire i propri limiti e sentire il proprio corpo. Io non so cosa significhi una gara ma ammiro chi si cimenta nel farle…. Dai piccoli ai senior. Comunque fare sport significa amarsi e star bene per se e per chi ci vuole bene. Brava Laura 😘

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