Carla The amazing Warrior (Part One)

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Maybe just some of you that are reading this article know Carla Garbarino. She is like me one of those “old” triathlon warriors that have managed to develop this amazing discipline and to reach today’s popularity. It is in fact thanks to our immense efforts that everything was born. Like an enormous sports Big Bang in which the initial expansion has developed a series of continuous changements that lead the way to the modern era of this wonderful sport!

She started just for fun in 1987 and, as many others she came from the swimming world. She raced for the “Genova Nuoto” swimming club and was a specialist of 100, 200 backstroke and 800 freestyle. In some way she was already a long-distance athlete! In her first race in the famous event in Bardolino, she came third behind Anna Dondoglio and Francesca Rotondi. She told me that: “As soon as I finished my first competition, I said to myself, Carla this is the kind of sport for just right you! Of course I was a swimmer and I was a disaster as a cyclist. I was so afraid of the downhills during the races that, I made everybody laugh at me!”:

The first thing was to find, as everybody else, a bike to race. At that time I was a swim instructor and the father of one of my kids lent me his bike to compete in Bardolino. I trained with this bike for about a month and I started this new magic adventure.

In 1988 I begun to train seriously and I entered the Sunny Italy Triathlon Club of Alvise Vitturi. In the same club raced Giancarlo Bettin, he managed to be sponsored by Colnago. My first Colnago was pink and light blue, it was just amazing for that time!

She remembers her first Training Camp together with me. (We were the first women that were doing a triathlon training camp of the history! An d almost noboby knows it!) We shared the same room in the “Foresteria” of the Acquacetosa training center of Rome. We then went to train in Passo Corese just outside Rome in the National Traninig Center of the Modern Pentathlon. At that time in fact triathlon was something that nobody knew and the pentathletes saw us as simple idiots. They instead had already won several Olympic medals! They told us that triathlon was a sport without a real future. Can you believe that now we have grown so much and they have almost disappeared! What a strange destiny!

In 1989 she participated to the World Championship in Avignon France together with the Triathlon National Team, where she managed to get out of the water in fourth position just behind the two famous Puntous sisters (at that time a legend of the triathlon world!). She took the twentyforth final overall position that was an awesome result anyway! In that race she remembers that apart from a meager training suit, everybody had to race with his own bathing suit or racesuit with no name or nationality written on it. And of course no sponsors at all!

She told me: “we changed the laces of our shoes with the elastics, to do a better transition, but they were not the nice colored ones that you have today. We bought them in the old sewing shops, those elastics were the ones that our mothers used to repair the underpants!”….”And when we told them that we needed them for a triathlon race the question was always the same”….”and what is a triathlon race?” And Carla has remembered something to me that I quite totally forgot, they always thought we did Trial races and the usual answer was: “Wow incredible you are a motocross rider! Well, great! A girl that goes with a motorbike”…And as usual we had to do the same hard and boring explanation that we “old” triathletes loved so much!!!!

 

 

Forse solo alcuni di voi che leggono questo articolo conoscono Carla Garbarino, lei come me fa parte di quelle “antiche” guerriere del triathlon che hanno portato questo sport a raggiungere la popolarità di oggi. E’ infatti solo grazie ai nostri mitici sforzi che è nato tutto come fosse un Big Bang sportivo nel quale tutte le onde attorno all’impatto iniziale hanno creato continui cambiamenti sino a condurci all’epoca moderna di questa meravigliosa disciplina!

Lei aveva iniziato il triathlon per gioco nel 1987 e come molti altri veniva dal nuoto nel quale gareggiava all’epoca per la società Genova Nuoto ed era una specialista dei 100 e 200 dorso e 800 stile. Lei era in qualche modo già portata per le lunghe distanze! La prima gara a Bardolino la vede già sul podio terza dopo la Anna Dondoglio e Francesca Rotondi. Nel suo racconto mi dice: “io appena ho fatto la prima gara mi sono subito detta, Carla questo è lo sport che fa per te! Anche se purtroppo essendo una nuotatrice all’inizio della mia carriera ero proprio fulminata in bicicletta, avevo una paura delle discese che facevo ridere!”.

Anche io in qualche modo dovevo trovare un mezzo e riesco a rimediare in prestito una bicicletta per fare la gara dal papà di un bambino che allenavo a nuoto e dopo circa un mese mi lancio in questa nuova avventura.

Dal 1988 visto che mi piaceva tantissimo, comincio ad allenarmi seriamente e mi tessero con la squadra di Alvise Vitturi che all’epoca si chiamava SunItaly nella quale c’era anche Giancarlo Bettin e mi ricordo che era riuscito a farci avere come sponsor la Colnago Bici che ci aveva fornito un mezzo rosa ed azzurro che per l’epoca era stratosferico!

Il primo collegiale della nazionale lo facciamo assieme io e Laura (pensate che noi siamo state le prime donne a fare un Triathlon Training Camp in Italia, siamo la storia e nessuno quasi se lo ricorda!) ed alloggiavamo alla foresteria dell’Acquacetosa a Roma ed poi andavamo ad allenarci a Passo Corese nel centro Federale del Pentathlon Moderno perché ovviamente il triathlon non esisteva come realtà sportiva ed i pentathleti dell’epoca ci guardavano come degli emeriti idioti, loro che invece avevano vinto un sacco di medaglie ai Giochi Olimpici! E pensare che ci dicevano che non avrebbe avuto un gran futuro come sport, se pensate che noi siamo invece cresciuti tanto e loro sono quasi scomparsi! Che beffa del destino!

Nel 1989 viene convocata in nazionale e partecipa al Campionato del Mondo ad Avignone in Francia dove riesce ad uscire dall’acqua in quarta posizione dietro alle allora famose sorelle Puntous, (Un risultato veramente incredibile!) ed classifica generale arriva ventiquattresima. Proprio in quella gara in una delle prime trasferte della nazionale lei si ricorda bene che a parte una mediocre tuta ognuno gareggiava con il proprio costume o body senza nessun nome e quasi nessuno sponsor non avevano neanche scritto sopra la nazionalità di appartenenza! Una cosa si ricorda che non vi avevo detto. Noi ovviamente cambiavamo i lacci delle scarpe con gli elastici, per fare prima nel cambio, ma non quelli belli colorati di oggi, noi andavamo in merceria e compravamo quelli che le nostre mamme li usavano per riparare le mutande! E quando gli dicevamo che ci servivano per il triathlon la domanda era la solita: “e che è?” E Carla mi ha ricordato una cosa che mi era sfuggita, tutti si sbagliavano con il Trial e quindi ci rispondevano: “Ahhhh bello fai motocross! Beh figo una donna che va in moto!”…e lì partiva la solita spiegazione che tanto abbiamo amato noi triathleti “antichi”!

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3lifeblog

Former National Triathlon athlete, now ancient and forgotten sites hunter, mountain biker and open waters swimmer. Love ancient Romans and Etruscan civilizations. Follow my discoveries!

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