1985 The idea of Triathlon

imageL’idea di fare triathlon non era venuta a me che in quel periodo avevo da poco smesso di fare Pentathlon Moderno ed ero alla ricerca di una attività sportiva più emozionante. Si, ero una pentathleta e questo sport mi è stato sicuramente molto utile perchè mi aveva già formato mentalmente verso la multidisciplina.

Per me a differenza di altri atleti che provenivano dal nuoto o dalla corsa, era normale fare nuoto ed a seguire allenarmi a corsa oppure fare una lezione di scherma. Avevo una maglietta che mi piaceva tanto che diceva: “Noi ne facciamo cinque al giorno!”. Per riassumere il fatto che il passaggio era molto semplice.

Insomma l’idea era balenata a Fabrizio Bovenzi che con il cugino Danilo Palmucci un nome, una leggenda avevano già partecipato alla prima manifestazione di Ostia nel 1984. Non spenderò altre parole sulla gara di 31 anni fa che oramai tutti noi dell’ambiente conosciamo quasi fino ai minimi dettagli. (magari se qualcuno vuole raccontarmi qualche dettaglio divertente sono pronta a scrivere qualcosa!). Invece voglio concentrarmi su altri personaggi che qualcuno di voi non conosce e che all’epoca hanno fatto nascere in me il desiderio di lanciarmi in qualcosa di differente e che in qualche modo hanno aperto la strada a tutti voi che ora vi allenate con passione per il triathlon.

Ecco proprio Fabrizio nuotatore della famosa Società Sportiva Sergio De Gregorio e poi passato al pentathlon moderno era un portento per il triathlon peccato solo che non ha cominciato nel momento giusto. Oggi sarebbe stato un grande lunghista. Purtroppo quando si dice che bisogna essere al momento giusto nel punto giusto…. Lui era un grande atleta ma nel tempo sbagliato. Così lui con la sua grande passione mi convinse ad iniziare ad allenarmi per questo strano sport che si chiama triathlon.

La cosa che mi divertiva di più all’inizio era quando dovevo spiegare alle persone che mi chiedevano che tipo di sport facevo. Beati voi che oggi quando dite triathlon tutti di risposta vi dicono: “allora siete un Ironman!”

Io avevo deciso per quanto mi ero stancata di spiegare sempre tutto, di portarmi dietro un registratore con una cassetta nella quale avevo registrato tutti i dettagli della gara. La prima risposta era : “eeee? Tri che? Ma che è?”. Facevano una confusione tra decathlon, pentathlon, biathlon, duathlon, alla fine quello che si sentiva più spiritoso diceva tanto è tutto “thlon” qualcosa sarà. Oppure c’era quello che si sentiva più tecnico che voleva sapere perchè si doveva partire proprio dal nuoto e non dalla bici oppure dalla corsa. E lì partiva un’altra spiegazione chilometrica di come quei ragazzi americani avessero fatto partire la sfida in quel modo. Insomma era uno sport per scemi era la risposta finale. Ed io ogni volta pensavo tra me e me “e chissene frega a me piace, peggio per voi che non capite proprio nulla”.

Dunque, una volta convinta dovevo rimediare una bicicletta. La prima cosa che mi viene in mente è che mio padre in cantina aveva qualcosa che sembrava una bicicletta che, a guardarla, penso avrebbe fatto ridere anche Fausto Coppi. Quando finalmente la tiro fuori dalla cantina noto che dal tubo della sella uscivano fuori delle formiche che mi guardavano preoccupate perchè dopo tanti anni di tranquillità gli sottraevo il loro amato nido. Per non parlare delle ragnatele e dei ragni che avrebbero fatto invidia a Indiana Jones.

Io che diciamola tutta non amavo molto il ciclismo e avevo sempre pensato che era uno sport per vecchi rincoglioniti. Questa idea veniva dal fatto che avevo una signora delle pulizie nella casa di Roma che veniva dal Friuli e che ogni volta che arrivava maggio ci massacrava perchè diceva che non dovevamo farle fare tardi visto che voleva vedere la tappa del Giro D’Italia. Ed io avevo maturato una vera avversione per i ciclisti. Insomma ero fregata perchè alla fine anche io ero salita in bici e da quel momento è cominciato tutto….

 

The idea of doing triathlon was not mine. At that time I was searching for some inspiring physical activity since I was not training for Modern Pentathlon anymore. Yes, I was a pentathlete and this sport was something that formed my personal background because it was a multidiscipline.

For me, differently from other people, it was something not particularly strange to swim and then run or do a lesson of fencing afterwards. I had a T-shirt that I liked very much, on which there was written: “we do five things every day!”. Just to say that it was easy for me to change from one multidiscipline to another.

The idea of training myself just for triathlon came to Fabrizio Bovenzi who, together with his cousin Danilo Palmucci, a name, a legend, had already raced for the first Italian triathlon event in Ostia in 1984. I will not tell you much about the race of 31 years ago that we all know very well. (maybe if some of you wants to tell me something funny I can write about it!). But I want to write about less known people that have inspired me and in some way have opened the way to all of you that today passionately train for triathlon.

Fabrizio was an ex swimmer of the famous club called “Sergio De Gregorio” who was doing Modern Pentathlon at that time. He was a very strong triathlete. Too bad he did not start at the right moment. Today he could have been a fantastic long-distance triathlete. But as you say you have to be at the right moment in the right time. He was a great athlete but in the wrong time. His great passion convinced me to start training for this strange kind of sport that was triathlon.

The thing that I enjoyed most was that of explaining to the people that asked me what kind of sport I was doing. Lucky you that when you say today the word triathlon everyone answers: “Oh, good, so you are an Ironman!”.

I had decided at that time, since I was fed up with answering always the same things, to bring with me a standartd tape recorder with a registered cassette in which I had registered all the race details. The first immediate answer was: “what? Tri what? and what it is?”. They made a great confusion among decathlon, pentathlon, biathlon, duathlon, that at the end the one who felt very funny always told me: “it is all thlon!” and it will be something for sure. There was also the one that felt himself very expert on the field and asked me why we had to start with the swim and not with the run or with the bike. And then another huge explation on how those American guys had decided to start their challenge just in that way.

Shortly the final answer was that it was a sport for crazy people. And every time I thought: “I really do not care about what you think of it. You are the ones that do not understand a thing”.

Once I convinced myself to train, I had to find a bike. The first thing that occurred to me was that my father had something that resembled a bike left in the basement of our house. Even Fausto Coppi would have laughed at it if he had the possibility to see it. When I finally got it outside, I saw ants coming out from the tube of the saddle. They were watching at me very worried because after so many years I was taking their loved nest. Not to say for the webs and spiders that would have made Indiana Jones envious.

Let’s say it all, I did not like cyclism very much. I always thought that it was a sport for idiot old people. I developed this idea because, in my house in Rome we had a cleaning woman who came from the Veneto region of Italy and in May was always complaining that we had to leave her watch the “tappa” of the “Giro”. And because of it I disliked cyclists very much. However at the end I got on the bike and everything started…

 

Pubblicato da

3lifeblog

Former National Triathlon athlete, now ancient and forgotten sites hunter, mountain biker and open waters swimmer. Love ancient Romans and Etruscan civilizations. Follow my discoveries!

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